Tutto questo — la Casa, i riti, le forze che lavorano qui sul lago — non l’ho inventato io. Viene da un uomo solo, e da una terra.
Calixte Hountondji è uno sciamano togolese. Ha vissuto vent’anni in Italia, poi è tornato nel suo villaggio, a Kpelé-Govié, e lì ha fondato il centro Agbemò — che nella sua lingua significa la via della vita. È da quel centro che viene tutto il lavoro della Casa dell’Anima. Io ne sono il satellite occidentale.
C’è un punto in cui sentire da qui non basta più. In cui vuoi toccare la radice con le mani. Andare dove le forze non si evocano da lontano ma ti vengono incontro per strada, nei mercati, sulla riva del fiume, nei bambini che corrono nel villaggio. La vita africana è già spiritualità, prima ancora dei riti.
Ad Agbemò si va in più modi. Una volta all’anno parte un gruppo, nel cuore dell’inverno, quando al centro arrivano sacerdoti da tutta la regione per i grandi rituali. Ma il centro è aperto tutto l’anno — chi è già in cammino può andarci da solo, per un’iniziazione, per un lavoro più profondo. E prima di partire, qui, ci si prepara; al ritorno, qui, si continua.
Più in là ci sono altre terre — i luoghi sacri tra il Nord del Togo e il Benin, dove Calixte stesso ha imparato. Le apriremo quando saremo abbastanza a volerle attraversare.
Non si parte mai soli. Non si torna mai soli.