Cos’è, con le sue parole
Gli ho chiesto in cosa la spiritualità africana si distingua dalla magia. Ha risposto così:
«In tutta l’Europa la spiritualità africana viene limitata al bambolotto voodoo, quello che si vede nei film. E questa cosa deriva dai primi missionari, che hanno voluto diabolizzarla.
L’altra parte non è la spiritualità: è la conoscenza. La magia è un’altra conoscenza della stessa natura — uno sa che se prende le radici di una pianta, le foglie di un albero, provoca un effetto particolare. Sono conoscenze che l’uomo, e non solo l’uomo africano ma tutto il mondo, ha della natura. È l’uomo stesso che deve scegliere la parte che deve promuovere.
Quello che noi promuoviamo è il rispetto della natura, vivere in armonia con la natura. E non è solo in Africa: esiste anche in Europa. In Sicilia…»
Sulla domanda che a un italiano brucia di più — ma quindi è magia nera? — la risposta migliore non è mia. È sua, e non difende niente: dice solo che sono due cose di natura diversa, e che a scegliere è chi le usa.