Ogni anno, tra dicembre e gennaio, un piccolo gruppo parte per il Togo.
Si atterra a Lomé, si raggiunge Kpelé-Govié — il villaggio dove Calixte ha fondato il centro Agbemò. Lì a gennaio convergono sacerdoti da tutta la regione per i grandi rituali dell’anno nuovo. È uno dei momenti più carichi dell’intero calendario spirituale africano. Arrivarci in quel periodo non è una scelta turistica: è un appuntamento.
Al centro si vive come si vive lì. Le capanne, i pasti africani, i bambini del villaggio che entrano e escono. Non c’è acqua calda, e non serve. Quello che c’è — la cucina che Calixte ha costruito per i visitatori, il rituale sull’oceano il primo giorno a Coco Beach, i riti individuali costruiti su misura, la vita del villaggio — è più di quello che ti aspetti.
Il gruppo è piccolo, massimo dieci persone. Marco e Rosa vengono quando possono. Calixte c’è sempre — e parla italiano, il che non è un dettaglio. Non è necessario essere passati dalla Casa dell’Anima prima di venire: chi è già in percorso arriva con più radici, chi arriva senza le trova lì.







