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Le tue idee non sono tue

Le idee da cui dipende una giornata — quella che apre una strada, quella che la chiude — ti sembrano tue. Prodotto della tua testa, qualcosa di cui prenderti il merito. James Hillman, che ha fondato la psicologia archetipica, rovescia il tavolo: le idee hanno un’origine che non è umana. Non le fai. Ti attraversano.

La parola greca per idea, eidos, viene da idein, guardare. Un’idea è due cose insieme: una forma che scorgi, e il modo stesso in cui scorgi. Guardi le idee e nello stesso momento guardi attraverso di esse. Sono la forma che prende la tua mente, e ciò che permette alla tua mente di trasformare quello che accade in esperienza.

C’è una sola convinzione che impedisce di riconoscerlo: che siamo noi a fabbricarle, lì dentro il cranio, come se il cervello le secernesse. Per nascondere la loro autonomia gli attacchiamo nomi umani — l’invenzione, la scoperta, la legge — e le attribuiamo a chi crediamo le abbia pensate. Ma diamo le idee per scontate, e senza accorgercene sono loro a possederci.

Il poeta W. H. Auden guardò in trasparenza questa illusione e concluse: siamo vissuti dai poteri che vogliamo far credere di capire.

Dove l’ispirazione torna a essere un’arte, non una prestazione: L’arte che vive.