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Nella tradizione in cui mi sono formato, certi oggetti non sono simboli. Sono vivi.

Questa Minerva — una piccola statua di legno — è nel momento in cui riceve la vita.

La statuetta di Minerva consacrata nel sangue animale, l'attivazione in Africa

Un oggetto prende anima attraverso il sangue animale. Non è un simbolo né una decorazione: nel sangue diventa vivo, e da quel momento comincia a dialogare — risponde, chiede, guida. Smette di essere legno e diventa qualcuno con cui si parla. Questi riti con il sangue si compiono soltanto in Africa, là dove la tradizione ha la sua fonte.

Un gesto così non si improvvisa. Le energie che muove sono potenti, e reggono solo sulle spalle di un lignaggio — una tradizione che sa come aprirle e come tenerle. È questo, alla radice, la spiritualità africana: non una fede da recitare, ma un lignaggio per parlare con le divinità dei luoghi e con le forze elementali della natura.

Non è un gesto africano: è un gesto umano. Anche i nostri, su altari come quello di Breno, hanno versato sangue e acceso fuochi per secoli — poi l’abbiamo dimenticato. L’Africa ha solo continuato a farlo.

È la stessa radice che, davanti alla statua antica di Minerva, a Breno, mi ha lasciato stare lì sapendo a chi parlavo.