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Il rituale non è un gesto simbolico. È un atto reale, in un luogo reale, con forze che lavorano davvero.

Qui i rituali nascono quasi sempre da un consulto — da qualcosa che è emerso nell’incontro e ha bisogno di un corpo, di un luogo, di un gesto per diventare vero. A volte si fa nel tempio, a volte fuori: al fiume, nel bosco, sulla Rocca che sovrasta il lago.

La tradizione è quella Ewe/Agbemò, ricevuta dal mio maestro Calixte Hountondji. Ha un lignaggio vero, praticato da secoli. Non la interpreto — la porto.

Alla Casa non si sacrifica. Quando un rito richiede sangue animale, lo celebra Calixte ad Agbemò per conto nostro; poi facciamo un consulto di verifica. Il rito ha il suo peso, e qui ha anche la sua misura.

L'altare, le offerteL'offerta sulla riva del lagoLa tavola del ritoGli oggetti al fiumeL'altare della Casa

La medaglia del Fa

Tra i rituali ce n’è uno che lascia un segno che porti con te. Il Fa è uno dei più antichi sistemi di conoscenza dell’Africa occidentale: ognuno porta in sé uno dei 256 simboli fondamentali, ricevuto prima della nascita, che descrive il filo della propria vita.

La medaglia del Fa porta inciso quel simbolo, consacrato secondo la tradizione Agbemò. Non è un ornamento, è un sigillo. Emerge da un consulto in cui si rivela il tuo simbolo, e da un rituale di consacrazione. La porti con te, o la tieni in un luogo preciso della casa.

E i sacrifici? Perché il sangue torna alla terra

Calixte lo spiega: il sangue dell’animale serve alla natura, non è crudeltà ma conoscenza antica. Alla Casa non si celebra — lo fa lui ad Agbemò, per noi.

Le medaglie del Fa

Ognuno porta un Fa — uno dei 256 simboli, ricevuto prima della nascita. La medaglia lo porta inciso, consacrato ad Agbemò. Calixte lo racconta.

N.B.: Le attività proposte non si sostituiscono al lavoro di medici e psicoterapeuti poiché non considerano, non trattano e non si pongono come obiettivo la risoluzione di patologie e sintomi di stretta pertinenza medico/sanitaria (leggi di più nel disclaimer).

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