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Le terme romane di Aquae Sulis, Bath

C’è un posto in Inghilterra dove dalla terra esce acqua calda. È l’unica sorgente termale naturale dell’isola. Oggi si chiama Bath, e ci vanno i turisti a fotografare le vasche romane. Ma il nome vero, quello di prima, era un altro.

Gli abitanti di quella terra chiamavano l’acqua Sulis. Non un luogo: una dea. La dea di quella sorgente, che guariva chi ci si immergeva e ascoltava chi le portava un torto da raddrizzare. L’acqua era lei.

Poi arrivarono i romani

E fecero quello che facevano sempre. Non spensero Sulis. Le costruirono intorno un tempio e delle terme, e le diedero un secondo nome, il loro: Minerva. La chiamarono Sulis Minerva. Due nomi, una sola acqua. Non una cancellazione — un raddoppio.

La testa dorata di Sulis Minerva, dalle terme di Bath

Hanno ritrovato la testa dorata della sua statua, e migliaia di offerte gettate nella sorgente: monete, gioielli, e sottili lamine di piombo con sopra incise le preghiere. Perché a un’acqua che è qualcuno si parla, si chiede, si lascia qualcosa. Non a un rubinetto.

La stessa storia, ancora

Tenete insieme i due posti. A Breno, in Valcamonica, una Minerva Risanatrice nata da una sorgente, con un culto indigeno più antico di Roma che resta acceso sotto il nome nuovo. A Bath, in Inghilterra, una Sulis che guarisce, nata da una sorgente, ribattezzata Minerva. Duemila chilometri di distanza, lo stesso gesto: dove c’è un’acqua viva, l’uomo ha sempre riconosciuto una presenza, e le ha dato un nome.

A Manerba, dove vivo, il nome viene dallo stesso posto. Cambia la lingua, non cambia l’acqua.

Quello che i romani sapevano ancora

Colpisce che siano stati proprio i romani — un impero, un esercito, un catasto — a non cancellare. Sapevano ancora una cosa che noi abbiamo dimenticato: che un luogo ha una forza, e che quella forza non la comandi, la riconosci. Le cambi nome, ma non la spegni.

Noi il nome lo abbiamo tenuto e la forza l’abbiamo persa. Abbiamo le vasche, le foto, i biglietti d’ingresso. Non abbiamo più il gesto di portare qualcosa all’acqua.

Quel gesto è il cuore della medicina dei luoghi. Non è mio, non l’ho inventato: era di chi, a Bath come a Breno, saliva alla sorgente sapendo a chi stava parlando. È solo rimasto coperto. E si può riaprire.

Immagini: le vedute di Aquae Sulis, Bath — foto di Micha L. Rieser; la testa dorata di Sulis Minerva — foto di Mike Peel (mikepeel.net). Via Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA.